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INTERROGAZIONE RIVOLTA AL MINISTRO DELLA SALUTE

Il 24 maggio 2017 si è svolta l’interrogazione a risposta immediata rivolta al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin dal titolo “Iniziative per assicurare una corretta informazione sugli effetti del farmaco EllaOne, al fine di tutelare il diritto della donna a una procreazione cosciente e responsabile“.

La richiesta si basava sul fatto che il meccanismo di azione di EllaOne (la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo) è prevalentemente anti-annidamento, incompatibile con la normativa in materia che finalizza la procreazione responsabile alla tutela della donna e del concepito.

Ciò nonostante l’Agenzia italiana del farmaco ha deliberato che EllaOne sia disponibile in farmacia senza prescrizione medica per le maggiorenni e che il foglietto informativo riporti che il farmaco inibisce l’ovulazione.
Al contrario, uno studio recentissimo ha definitivamente provato che EllaOne consente l’ovulazione e il concepimento, ma impedisce l’annidamento del figlio nell’utero materno rendendo l’endometrio inospitale. In sintesi, l’ovulazione avviene, il concepimento può seguire, ma il figlio non può annidarsi e sopravvivere. L’interrogazione scaturisce dal ritenere che sia una grave scelta divulgare l’informazione errata che EllaOne sia anti-ovulatorio, trattandosi invece di un metodo microabortivo. L’onorevole Gigli conclude dicendo che “questa è mala-informazione scientifica, fatta sulla pelle delle donne, che vengono disinformate”.

 

 

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